La premiazione delle Puntarelle d’Oro 2026 a Roma: il 9 febbraio la serata dedicata alle migliori nuove aperture – Puntarella Rossa

Le Puntarelle d’Oro 2026 a Roma celebrano, come sempre, le migliori nuove aperture dell’anno con aperitivo e premiazione aperti al pubblico, riconoscimenti speciali a chi ha fatto la differenza nel 2025 e una cena a sei mani. Le Puntarelle d’Oro tornano a Roma. Lunedì 9 febbraio 2026, a partire dalle 18.30, Puntarella Rossa organizza una nuova edizione del riconoscimento dedicato alle migliori nuove aperture dell’anno appena trascorso: ristoranti, pizzerie, caffetterie, enoteche, street food e tutte quelle realtà che, pur essendo arrivate da poco, hanno saputo distinguersi nella scena gastronomica cittadina. Come sempre, non si tratta di un evento riservato ai soli addetti ai lavori. Le Puntarelle d’Oro sono pensate come un momento aperto: per i locali premiati, per chi lavora nel settore, ma anche per lettori, appassionati e curiosi che seguono Puntarella Rossa e vogliono condividere una serata di cibo, brindisi e novità. Dove: da Bauhaus, a Garbatella Uno degli ambienti di Bauhaus L’edizione 2026 si svolgerà da Bauhaus, a Garbatella: il moderno locale dei fratelli Giglietti che in pochi anni è diventato un punto di riferimento nel quartiere (e non solo). Una scelta che rispecchia lo spirito delle Puntarelle d’Oro: niente location neutre o “asettiche”, ma ristoranti e locali veri, quelli che ogni giorno sono il pane quotidiano del nostro sito. Come funziona la serata delle Puntarelle d’Oro 2026 a Roma Il programma è diviso in tre momenti: APERITIVO – dalle 18.30, ingresso libero PREMIAZIONE – sempre con ingresso libero CENA A SEI MANI – su prenotazione direttamente a Bauhaus (posti limitati) a questo link Dopo la consegna dei riconoscimenti, la serata continuerà con una cena speciale firmata da Bauhaus e da due ristoranti premiati lo scorso anno: Ego, di Beatrice Venturini e Lorenzo De Lio, e Ie Koji, dello chef Koji Nakai: tre cucine diverse che si incontrano in un menu a più mani, pensato per celebrare l’evento in modo conviviale. Ad accompagnare ci sono i vini di Cantine Benedetti, di Andrea Occhipinti di Gradoli e di Decugnano dei Barbi di Orvieto. IL PROGRAMMA Aperitivo con pizza&fritti a cura di Inferno, la pizzeria dei fratelli Giglietti all’interno di Bauhuas Menu della cena: Trippa Madrid Hong Kong – callos de bacalao, chorizo, tuorlo e pepe verde di Sichuan – EGO Capunti Pastificio Bruno al ragù di cortile, pecorino di fossa e terra di olive taggiasche – BAUHAUS Brasato di maiale “Buta kakuni“, anice stellato, aceto balsamico, su crema di zucca hokkaido – IE KOJI Crostata all’olio Evo Frantoio Fazio con ricotta di pecora e composta di visciole – BAUHAUS Prezzo: 50 euro, bevande escluse Cosa sono le Puntarelle d’Oro e i premi speciali del 2026 Le Puntarelle d’Oro nascono a Roma nel 2011 con un obiettivo semplice: individuare e raccontare il meglio delle nuove aperture in città. Negli anni il format è rimasto fedele a questa idea, con un evento dal vivo che premia locali selezionati sulla base delle visite della redazione, del confronto interno e del contributo della community di lettori. Le categorie osservate sono oltre venti, ma i riconoscimenti assegnati ogni anno sono solo quelli che riteniamo davvero meritevoli. Non una classifica totale, ma una mappa ragionata delle insegne che hanno saputo distinguersi in un panorama sempre più affollato. Accanto ai premi dedicati alle nuove aperture, l’edizione 2026 prevede anche alcuni riconoscimenti speciali per chi, nel corso del 2025, ha fatto la differenza nel proprio lavoro quotidiano: figure, progetti e percorsi che meritano di essere messi in evidenza per coerenza, qualità e personalità. Una serata per la città Le Puntarelle d’Oro non sono solo un premio. Sono soprattutto un’occasione per ritrovarsi, confrontarsi, scoprire posti nuovi e celebrare – senza retorica – ciò che di buono continua a muoversi nella ristorazione romana. Il 9 febbraio, da Bauhaus, sarà prima di tutto questo: una serata aperta, informale e condivisa, nel segno delle novità, del cibo e dei brindisi. UN EVENTO IN COLLABORAZIONE CON Courtesy of: Puntarellarossa
Puntarelle d’Oro 2026 a Roma, i migliori nuovi ristoranti e i premi speciali

Le Puntarelle d’Oro 2026 a Roma, ecco quali sono i ristoranti e locali premiati: il resoconto della serata del 9 febbraio da Bauhaus. Tutti i riconoscimenti alle nuove aperture e non solo. Anche quest’anno siamo arrivati a quel momento in cui ci fermiamo un attimo a guardare indietro e a chiederci: cosa ha lasciato davvero il panorama gastronomico romano negli ultimi dodici mesi? Per chi racconta ristoranti tutto l’anno, come noi di Puntarella Rossa, non è solo un bilancio: è un modo per rimettere ordine in mezzo a un flusso continuo di aperture, annunci, mode, chiusure lampo e indirizzi che invece, silenziosamente, iniziano a costruire qualcosa di solido. Roma continua ad aprire locali, in ogni quartiere e con formule sempre più ibride. Ma, come succede da quando abbiamo iniziato – ormai più di quindici anni fa – il nostro lavoro resta lo stesso: andare, provare, tornare, confrontare, e poi raccontare. Non solo per dare notizie, ma per offrire a lettrici e lettori strumenti utili per orientarsi in una città dove l’offerta non è mai stata così ampia, e non sempre è facile distinguere ciò che è solo nuovo da ciò che è destinato a restare. È proprio da questa esigenza che nascono le Puntarelle d’Oro. Dal 2011 assegniamo questi riconoscimenti alle migliori nuove aperture di Roma e dintorni, suddividendole in un ampio ventaglio di categorie. Una suddivisione che non vuole incasellare a tutti i costi realtà che oggi, sempre più spesso, sono ibride e difficili da definire con un’unica etichetta. Molti dei locali premiati hanno infatti più anime – bistrot, caffetteria, bottega, laboratorio – ma scegliere una categoria ci aiuta a dare un orientamento più chiaro a chi legge, senza la pretesa di esaurire la complessità di ogni progetto. Quello che da sempre cerchiamo di fare è una fotografia ragionata di chi, tra gli indirizzi inaugurati nell’ultimo anno, ha dimostrato qualità, personalità e continuità, al punto da potersi già sedere al tavolo dei locali che negli anni abbiamo imparato a considerare punti fermi della città. Come sempre, non tutte le categorie troveranno un vincitore: preferiamo non assegnare un premio piuttosto che forzare una scelta. Perché le Puntarelle d’Oro non nascono per riempire caselle, ma per segnalare indirizzi in cui siamo tornati volentieri, che abbiamo consigliato, discusso, ma che in ogni caso hanno lasciato un segno nel nostro racconto dell’anno. Il 2026, però, porta con sé anche una novità. Accanto ai riconoscimenti dedicati alle nuove aperture, abbiamo deciso di assegnare per la prima volta anche alcuni premi speciali a persone, piatti e idee che, pur non rientrando nella logica “nuovo locale dell’anno”, hanno fatto la differenza nella scena gastronomica romana. Professionisti e realtà che, nel loro ambito, hanno alzato l’asticella e migliorato l’esperienza di chi va a mangiare fuori. Un modo per allargare lo sguardo e raccontare non solo dove si mangia bene, ma anche chi sta contribuendo a far crescere il livello della ristorazione in città. Vediamo allora, uno per uno, le Puntarelle d’Oro 2026 di Roma e i premi speciali di quest’anno. Le Puntarelle d’Oro 2026 a Roma: le migliori nuove aperture RISTORANTE Futura Quando la giovane chef Anastasia Paris ha aperto Futura (ne abbiamo parlato qui), la sua prima avventura da solista, abbiamo subito capito che avrebbe fatto la differenza. E infatti nel suo laboratorio da appena 20 posti, quasi tutti al bancone e cucina a vista, fa dei piccoli miracoli, affiancata dai bravi soci Flavia Ercoli e Luigi Carofilis. Una cucina concreta che si distingue per la lavorazione gentile del quinto quarto, non un vezzo ma elemento fondante del progetto. Piatti centrati con precisione tecnica e coerenza di idea, con sapori che dialogano sempre in grande equilibrio. La formula dello chef’s table, con servizio ravvicinato, enfatizza la volontà di raccontare ogni passaggio che c’è dietro. BOTTEGA Partager Vino e Cose buone In un momento felice per la riscoperta del valore delle botteghe e dei mercati come luoghi di spesa consapevole e relazione, Partager – sottotitolo Vino e cose buone – (qui il nostro articolo) ha trovato al Mercato Trionfale una forma personale e riconoscibile. Non un semplice banco gastronomico, ma uno spazio dove cucina e vino dialogano con naturalezza, tra piatti essenziali, memoria mediterranea e una selezione attenta di piccoli produttori. Un progetto che restituisce al mercato la sua dimensione più viva e contemporanea. PIZZERIA Avenida Calò Dopo anni in cui la nostra preferenza è sempre andata alla pizza romana (di cui continuiamo a essere fedelissimi estimatori), di fronte alla personalità di Avenida Calò (qui il nostro articolo) ci siamo dovuti arrendere. Fin dal loro arrivo sulla scena cittadina, Francesco Calò e Chiara Maggio hanno portato una proposta di assoluto livello, mostrando come la pizzeria possa essere anche un ristorante: impasto identitario frutto di lavoro e ricerca, pizze indimenticabili e percorsi degustazione, carta dei vini ragionata e attenta, servizio a cui aspirare. Deve essere la regola per tutte le pizzerie? Assolutamente no, ma rappresenta una validissima possibilità. STREET FOOD Manero Burgers Col boom dello smash burger che c’è stato in Italia in questi ultimi anni è difficile distinguersi, ma Manero Burgers (ne abbiamo parlato qui) ha saputo ritagliarsi uno spazio preciso nel panorama romano. A Garbatella, il progetto di Tommaso De Sanctis evita il cliché del panino “di tendenza” per concentrarsi su un prodotto senza fronzoli e ben costruito, con bun, salse e componenti tutti fatti in casa e un equilibrio di sapori che spinge l’esperienza oltre la semplice moda. L’approccio diretto, la cura di ogni elemento e un’offerta coerente rendono Manero un esempio concreto di come lo smash burger possa essere declinato con rigore e gusto. CAFFÈ Luna Lo abbiamo inserito nella categoria caffè, ma Luna (ne abbiamo parlato qui) è molto di più e affonda le radici in un percorso iniziato anni fa con Faro, tra i primi a Roma a lavorare in modo strutturato sullo specialty coffee. Qui quel lavoro prosegue e si amplia: la tazzina resta centrale, tra selezioni curate e grande attenzione tecnica, ma diventa il punto di