Le Puntarelle d’Oro 2026 a Roma, ecco quali sono i ristoranti e locali premiati: il resoconto della serata del 9 febbraio da Bauhaus. Tutti i riconoscimenti alle nuove aperture e non solo.

 

 

Anche quest’anno siamo arrivati a quel momento in cui ci fermiamo un attimo a guardare indietro e a chiederci: cosa ha lasciato davvero il panorama gastronomico romano negli ultimi dodici mesi? Per chi racconta ristoranti tutto l’anno, come noi di Puntarella Rossa, non è solo un bilancio: è un modo per rimettere ordine in mezzo a un flusso continuo di aperture, annunci, mode, chiusure lampo e indirizzi che invece, silenziosamente, iniziano a costruire qualcosa di solido.

Roma continua ad aprire locali, in ogni quartiere e con formule sempre più ibride. Ma, come succede da quando abbiamo iniziato – ormai più di quindici anni fa – il nostro lavoro resta lo stesso: andare, provare, tornare, confrontare, e poi raccontare. Non solo per dare notizie, ma per offrire a lettrici e lettori strumenti utili per orientarsi in una città dove l’offerta non è mai stata così ampia, e non sempre è facile distinguere ciò che è solo nuovo da ciò che è destinato a restare.

È proprio da questa esigenza che nascono le Puntarelle d’Oro. Dal 2011 assegniamo questi riconoscimenti alle migliori nuove aperture di Roma e dintorni, suddividendole in un ampio ventaglio di categorie. Una suddivisione che non vuole incasellare a tutti i costi realtà che oggi, sempre più spesso, sono ibride e difficili da definire con un’unica etichetta. Molti dei locali premiati hanno infatti più anime – bistrot, caffetteria, bottega, laboratorio – ma scegliere una categoria ci aiuta a dare un orientamento più chiaro a chi legge, senza la pretesa di esaurire la complessità di ogni progetto.

Quello che da sempre cerchiamo di fare è una fotografia ragionata di chi, tra gli indirizzi inaugurati nell’ultimo anno, ha dimostrato qualità, personalità e continuità, al punto da potersi già sedere al tavolo dei locali che negli anni abbiamo imparato a considerare punti fermi della città.

Come sempre, non tutte le categorie troveranno un vincitore: preferiamo non assegnare un premio piuttosto che forzare una scelta. Perché le Puntarelle d’Oro non nascono per riempire caselle, ma per segnalare indirizzi in cui siamo tornati volentieri, che abbiamo consigliato, discusso, ma che in ogni caso hanno lasciato un segno nel nostro racconto dell’anno.

Il 2026, però, porta con sé anche una novità.
Accanto ai riconoscimenti dedicati alle nuove aperture, abbiamo deciso di assegnare per la prima volta anche alcuni premi speciali a persone, piatti e idee che, pur non rientrando nella logica “nuovo locale dell’anno”, hanno fatto la differenza nella scena gastronomica romana. Professionisti e realtà che, nel loro ambito, hanno alzato l’asticella e migliorato l’esperienza di chi va a mangiare fuori. Un modo per allargare lo sguardo e raccontare non solo dove si mangia bene, ma anche chi sta contribuendo a far crescere il livello della ristorazione in città.

Vediamo allora, uno per uno, le Puntarelle d’Oro 2026 di Roma e i premi speciali di quest’anno.

 

puntarelle d'oro 2026 roma

Le Puntarelle d’Oro 2026 a Roma: le migliori nuove aperture

RISTORANTE

Futura

anastasia paris - futura a roma

Quando la giovane chef Anastasia Paris ha aperto Futura (ne abbiamo parlato qui), la sua prima avventura da solista, abbiamo subito capito che avrebbe fatto la differenza. E infatti nel suo laboratorio da appena 20 posti, quasi tutti al bancone e cucina a vista, fa dei piccoli miracoli, affiancata dai bravi soci Flavia Ercoli e Luigi Carofilis. Una cucina concreta che si distingue per la lavorazione gentile del quinto quarto, non un vezzo ma elemento fondante del progetto. Piatti centrati con precisione tecnica e coerenza di idea, con sapori che dialogano sempre in grande equilibrio. La formula dello chef’s table, con servizio ravvicinato, enfatizza la volontà di raccontare ogni passaggio che c’è dietro.

BOTTEGA

Partager Vino e Cose buone

In un momento felice per la riscoperta del valore delle botteghe e dei mercati come luoghi di spesa consapevole e relazione, Partager – sottotitolo Vino e cose buone – (qui il nostro articolo) ha trovato al Mercato Trionfale una forma personale e riconoscibile. Non un semplice banco gastronomico, ma uno spazio dove cucina e vino dialogano con naturalezza, tra piatti essenziali, memoria mediterranea e una selezione attenta di piccoli produttori. Un progetto che restituisce al mercato la sua dimensione più viva e contemporanea.

PIZZERIA

Avenida Calò

Francesco Calò

Dopo anni in cui la nostra preferenza è sempre andata alla pizza romana (di cui continuiamo a essere fedelissimi estimatori), di fronte alla personalità di Avenida Calò (qui il nostro articolo) ci siamo dovuti arrendere. Fin dal loro arrivo sulla scena cittadina, Francesco Calò e Chiara Maggio hanno portato una proposta di assoluto livello, mostrando come la pizzeria possa essere anche un ristorante: impasto identitario frutto di lavoro e ricerca, pizze indimenticabili e percorsi degustazione, carta dei vini ragionata e attenta, servizio a cui aspirare. Deve essere la regola per tutte le pizzerie? Assolutamente no, ma rappresenta una validissima possibilità.

STREET FOOD

Manero Burgers

manero burgers roma

Col boom dello smash burger che c’è stato in Italia in questi ultimi anni è difficile distinguersi, ma Manero Burgers (ne abbiamo parlato qui) ha saputo ritagliarsi uno spazio preciso nel panorama romano. A Garbatella, il progetto di Tommaso De Sanctis evita il cliché del panino “di tendenza” per concentrarsi su un prodotto senza fronzoli e ben costruito, con bun, salse e componenti tutti fatti in casa e un equilibrio di sapori che spinge l’esperienza oltre la semplice moda. L’approccio diretto, la cura di ogni elemento e un’offerta coerente rendono Manero un esempio concreto di come lo smash burger possa essere declinato con rigore e gusto.

CAFFÈ

Luna

Lo abbiamo inserito nella categoria caffè, ma Luna (ne abbiamo parlato qui) è molto di più e affonda le radici in un percorso iniziato anni fa con Faro, tra i primi a Roma a lavorare in modo strutturato sullo specialty coffee. Qui quel lavoro prosegue e si amplia: la tazzina resta centrale, tra selezioni curate e grande attenzione tecnica, ma diventa il punto di partenza di un progetto più ampio. Luna è infatti la naturale evoluzione di Faro, con una proposta che accompagna tutta la giornata e si completa in un equilibrio riuscito tra caffetteria contemporanea e ristorante.

FORMAT ORIGINALE

Marti Tavola Francese

marti tavola a roma

Rappresenta davvero un format originale nel panorama romano: Marti Tavola Francese (qui il nostro articolo) non è un ristorante francese in senso tradizionale, ma un’idea di cucina e convivialità che fonde la casa e la tavola comune portata in città da Margaux e Jean Baptiste, il progetto supera la divisione netta tra sala e cucina, proponendo cene ed eventi riservati in un ambiente che somiglia più a una casa condivisa che a un locale come lo intendiamo noi. La proposta si allarga dal catering su misura alle cene su prenotazione, con menu stagionali che raccontano tecnica e sensibilità francese senza imitazioni.

CUCINA INTERNAZIONALE

Sakaba Ie Koji

sakaba ie koji - puntarelle d'oro 2026 roma

Il lavoro dello chef-imprenditore Koji Nakai lo conosciamo bene e dopo aver apprezzato la sua izakaya Ie Koji (premiata lo scorso anno), non ci ha stupito scoprire che anche con il suo ultimo locale (sempre in zona Prati) ha fatto di nuovo centro, portando a Roma la prima sakaba (ne abbiamo parlato qui). Nonostante la recentissima apertura, ci ha convinto subito per la proposta di cucina panasiatica con al centro il bere, soprattutto sake, con l’obiettivo di introdurlo sempre di più nella cultura. Porzioni, mezze porzioni, piatti riusciti e sempre creativi, e un’esperienza che diventa ancora più autentica se fatta al bancone.

ENOTECA CON CUCINA

Concreto. Cucina e Vino

Concreto (qui il nostro articolo) nasce dall’idea di Enrico Camponeschi, che porta nella sua enoteca con cucina un approccio essenziale e diretto frutto di quindici anni di esperienza nelle grandi cucine romane. In uno spazio raccolto di pochi coperti, lontano dalle sovrastrutture, la cucina diventa dialogo con la carta dei vini, prevalentemente italiana e orientata sui piccoli produttori artigianali. I piatti, misurati ma precisi, raccontano un linguaggio di ingredienti riconoscibili e abbinamenti pensati per accompagnare il calice, intrecciandosi bene e restituendo un’esperienza conviviale, sincera e articolata.

RISTORANTE IN HOTEL

Cafè Romano

la sala del cafè romano dell'hotel d'inghilterra a roma

A Roma l’apertura di Cafè Romano (qui il nostro articolo) dell’Hotel d’Inghilterra si inserisce con naturalezza nel completo restyling della storica struttura ottocentesca. Affidato all’executive chef Andrea Sangiuliano, il menu spazia dalla tradizione romana e italiana rivista con leggerezza a piatti stagionali “km Lazio”, pensati per essere vissuti quotidianamente dai romani come dagli ospiti. In uno spazio elegante ma senza eccessi, all’interno di un palazzo carico di storia, Cafè Romano dimostra come un ristorante d’hotel possa essere parte integrante della scena gastronomica cittadina, con una cucina chiara e accogliente, capace di parlare a tutti.

FORNO

Forno Ritorno

cornetto forno ritorno a roma

Forno Ritorno (ne abbiamo parlato qui) colma una lacuna nel quartiere Testaccio, restituendo alla zona un forno all’italiana (contemporaneo) che si inserisce nella tradizione senza rincorrere mode estere. Il progetto, nato nel retro di Vinificio, è il posto giusto per tutta la mattina e il primo pomeriggio: colazioni con ottimi sfogliati, pizzette rosse, toast e caffè specialty, fino a pranzi leggeri e ovviamente soste più veloci per comprare il pane, motore silenzioso dell’indirizzo, realizzato con farine selezionate. La sala accogliente invita a fermarsi, trasformando lo spazio in un punto di riferimento semplice e che mancava.

PIZZA AL TAGLIO

Inferno Pizza Bar

i fratelli giorgio e valerio giglietti

A Garbatella i fratelli imprenditori Giorgio e Valerio Giglietti hanno impresso un marchio, e lo dimostrano i tre locali aperti sulla stessa piazza. L’ultimo è Inferno Pizza Bar (ne abbiamo parlato qui), che spinge sulla pizza al taglio romana semplice e riconoscibile, quella della tradizione, fatta bene, con prodotti di qualità. Ma c’è spazio anche per supplì, pizzette e pane, e da poco per la tonda, sempre romana ovviamente. Un progetto pensato per il quartiere: popolare ma curato, accessibile ma di qualità, com’è nel loro stile che, quanto pare, è uno stile che convince.

 

Puntarelle d’Oro 2026 a Roma: i premi speciali

LA PIZZA (AL TAGLIO) CHE HA FATTO LA DIFFERENZA

La pollo e patate di Alessandro Ruver di Ruver Teglia Frazionata

alessandro ruver pollo e patate - puntarelle d'oro 2026 roma

Alessandro Ruver è senza dubbio uno dei migliori esponenti della nuova generazione della pizza al taglio romana. Forte degli insegnamenti del suo maestro Gabriele Bonci, Alessandro ha saputo trovare la sua strada, con una pizza più che mai personale e contemporanea, in grado di lasciare il segno non solo a Roma ma in tutta Italia. La sua pollo e patate ne è un esempio: ci rimanda ai profumi della rosticceria, con pollo marinato all’aglio, salvia e rosmarino cotto direttamente sulla pizza insieme a patate lesse e mozzarella. Racconta di tecnica, ricerca delle materie prime, attenzione meticolosa e grande curiosità.

IL SERVIZIO CHE NON SI DIMENTICA

Alessandra Serramondi di Dogma

alessandra serramondi di dogma - puntarelle d'oro 2026 roma
foto di Alessandro Micarelli

Quando si dice classe in sala, Alessandra è uno dei primi nomi che ci viene in mente su Roma. Giovane ma preparatissima, dall’accoglienza sorridente e mai forzata alla scelta ragionata sui vini e sempre coerente con la proposta che arriva dalla cucina. Insieme a Gabriele Di Lecce formano una delle accoppiate più fulgide della ristorazione romana: Dogma è un ristorante completo, accessibile, comprensibile ma allo stesso tempo è ogni volta da scoprire. E Alessandra è il volto che accoglie, padrona di casa impeccabile che invita a tornare. Siamo convinti che l’eleganza non si compri, e lei ne è la prova concreta, tutti i giorni.

IL PANIFICATORE DELL’ANNO

Giacomo Carlizza di Zampa Forno Etico

giacomo carlizza di zampa forno etico a roma
foto di Andrea Di Lorenzo

Durante lo scorso anno abbiamo testato con mano l’operato attento e sincero di Giacomo Carlizza (qui potete leggere della nostra giornata al suo forno) avendo avuto la possibilità di lavorare, fianco a fianco, con lui e la squadra di Zampa Forno Etico. Sono stati momenti illuminanti: Giacomo, col suo fare pratico e pragmatico, è l’esempio di come un piccolo forno di quartiere possa essere un grande riferimento per il pane. Un lavoro quotidiano, maniacale, che mette sempre avanti prodotto e produttori, “noi siamo l’anello di congiunzione tra le aziende e le persone” spiega sempre Giacomo ed è un concetto che arriva immediato in questo piccolo laboratorio senza barriere, dove il rapporto umano è alla base e il pane è eccezionale.

IL PIATTO CHE CI È PIACIUTO DI PIÙ

Il ramen di Koû Koû

il ramen di kou kou - puntarelle d'oro 2026 a roma

Da quando hanno aperto il loro locale nella calda estate del 2024 (ne abbiamo parlato qui) sono diventati un punto di riferimento qui a Roma per gli amanti della cucina giapponese, rifugio degli stessi giapponesi presenti in città. Wataru Izumo e la compagna Paola Mazzeo, rispettivamente chef e pastry chef di Koû Koû a Prati, si sono conquistati la fiducia di quanti hanno assaggiato i loro piatti. Un posto speciale è riservato al ramen, preparato da chef Izumo, seguendo una ricetta che si è guadagnato lavorando da un anziano collega nella sua terra natale. Un piatto che racconta una storia, quella di una coppia che ha scelto di investire e scommettere tutto nella città natale di Paola, e non è un caso che la nostra scelta – tra i piatti dell’anno – abbia guardato a Oriente, essendoci occupati molto nei mesi scorsi di quello che è questa grande cultura gastronomica.

LA CARTA DEI VINI PIÙ VISIONARIA

Daniele Mari di Clementina Pizzeria

daniele mari
foto di Romanogmt

La carta dei vini che ci ha stupito di più? L’abbiamo trovata, a mani basse, in una pizzeria. Da tempo apprezziamo il lavoro di Luca Pezzetta, che ha trasformato Fiumicino in una grande meta gastronomica grazie alla sua padronanza di impasti e ingredienti. Ma crediamo che il quid in più di questo indirizzo sia rappresentato da quel fuoriclasse di Daniele Mari, direttore di sala, sommelier e cultore del buon bere. Curioso, appassionato e – per fortuna – sempre fuori dagli schemi: la sua ultima carta dei vini da Clementina, ispirata alla composizione di un’opera lirica, è un divertimento assoluto per chi ama il vino e vuole saperne di più. Una carta profonda, personale, a tratti un po’ arrogante, ma senza dubbio unica. Sinonimo di come si possa fare la differenza, anche in pizzeria.

RIVOLUZIONE CORAGGIO

Chiara Pannozzo

chiara pannozzo

Il coraggio non è da tutti, specialmente in questo ambiente e specialmente quando si è donne in questo ambiente. Chiara Pannozzo, giovane chef di Fondi con esperienze in giro per l’Italia, ha dimostrato che il coraggio deve essere un esempio: non solo per la cucina (la sua è buona, golosa, concreta e immediata); quanto per la volontà di parlare a viso aperto, senza paura, di un ambiente a volte ostico e di tracciare strade nuove, come la sua scelta – in attesa di trovare una ‘fissa dimora’ – di rivoluzionare tutto e fare pop up in lungo e in largo, dimostrando che quando si è validi, la gente accorre. Sempre.

 

 

 

 

LE PUNTARELLE D’ORO 2026 A ROMA SONO UN EVENTO IN COLLABORAZIONE CON

puntarelle d'oro 2026 roma

 

 

 

 

Courtesy of: Puntarellarossa

Puntarelle d’Oro 2026 Roma

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